

NON SONO ANCORA ABBASTANZA GRASSE LE FAMIGLIE DI PETROLIERI??
Iniziamo a modificare il NOSTRO modo di acquistare e consumare in modo tale da condizionare le multinazionali a non dover più obbligare la domanda di mercato ma semplicemente ad offrire una risposta alle esigenze di noi consumatori.Le autorità americane oggi hanno acclarato che il petrolio fresco presente sull’acqua non proviene dal relitto della piattaforma Deepwater Horizon, affondata mentre trivellava il pozzo Macondo: quello che causò la marea nera 2010, il peggior disastro nella storia dell’industria petrolifera.
In precedenza avevano appurato che il petrolio non proviene neanche dal pozzo stesso nè dai “relief well” scavati l’anno scorso per turarlo.
Il petrolio però ha le stesse caratteristiche di quello uscito un anno fa da Macondo, ed è troppo abbondante per essere ascritto alle perdite naturali che si verificano sui fondali del Golfo del Messico. E allora appunto: da dove viene?

Fra i più autorevoli sostenitori di questa tesi c’erano il senatore americano Bill Nelson e un esperto di petrolio, Mattew Simmons, un famoso teorico del “picco“: ne parlava in termini così apparentemente inverosimili (oltre che apocalittici e catastrofici) che all’epoca non l’ho mai neanche citato. In fondo trovate un link a quello che diceva.
Diceva, e non dice più: perchè Matt Simmons è stato trovato morto l’anno scorso nella vasca da bagno, a catastrofe in corso.

Al di là di qualsiasi speculazione propria o impropria, resta il fatto che, sui fondali del Golfo del Messico, il mostro si è svegliato. Il fantasma è uscito dalla tomba. Ci sono le premesse perchè faccia parlare di sè. Vedremo.
Sul Wall Street Journal il relitto della Deepwater Horizon non è la sorgente del petrolio presente sul Golfo del Messico
Un vecchio post di Petrolio Matt Simmons: c’è un lago di petrolio là sotto che non smetterà di fuoriuscire
Matt Simmons su English Wikipedia
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Adesso la marea nera bis è stata appunto notata da Al Jazeera, che le dedica un ampio e preoccupato servizio più una galleria di foto.
Un giornalista di Al Jazeera ha sorvolato pochi giorni fa la zona di Macondo sull’aereo di Bonny Schumaker, dell’associazione On Wings of Care.

Può trattarsi di una perdita naturale di idrocarburi dal fondale? Nel Golfo del Messico succede spesso, il sottosuolo è pieno di petrolio…
La risposta è no. Almeno nel senso che una perdita naturale di petrolio così corposa non si è mai vista, dicono gli esperti intervistati dall’emittente araba.
Piuttosto, dalle loro parole prende corpo un vecchio fantasma. Che cioè il petrolio del giacimento di Macondo si stia aprendo una strada approfittando sia delle crepe naturali del sottosuolo sia le ulteriori crepe causate dalle affannose e complicate operazioni per turare il pozzo fuori controllo.
Il giornalista di Al Jazeera ha notato, durante il sorvolo, due navi della Bp, intente – dice il portavoce della società – a studiare le perdite naturali di idrocarburi.

Il servizio di Al Jazeera sottolinea la necessità di investigare urgentemente sulla questione e di esplorare accuratamente il fondale.
Casomai qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla bontà di questa idea, posso citare l’esempio domestico del rubinetto che perde. Comincia con una gocciolina cui si può rimediare facilmente e con poca spesa. Finisce con una chiamata urgentissima all’idraulico. Se viene.
javi788 1p · 224 settimane fa