Attentato a Parigi, Qualcosa non mi torna




SIAMO IN GUERRA, mediatica.

Ufficialmente, a seguito del recente attentato a Parigi, si conferma il cambio storico di strategia bellica di guerra. Non è un segreto che l'Uomo provi piacere ad attaccare, uccidere, conquistare altri territori ed altre popolazioni; ma fino a ieri si è sempre combattuto uno Stato, una divisa, una cultura, un'area geografica ben definita.

Con l'11 settembre 2001 cambia il modus operandi: si attacca il diavolo, il terrore, il male, insidiato in un'armata branca leone (spiegherò in seguito il perché di questo aggettivo) che si fa chiamare da prima Al-Qaida, poi (nome più facile da ricordare per gli occidentali) ISIS.
Quindi ci si finge agnelli indifesi, si subisce un attacco di proporzioni esagerate ed il mattino seguente si va ad attaccare luoghi strategici già ben noti, armati di bombe e, più importate ancora, del consenso dei cittadini, i quali non avrebbero mai accettato un tale sperpero di soldi in tempi di crisi.

Premesso che non giustifichiamo in alcun modo l'attentato terroristico, tanto meno la morte di centinaia di innocenti; ma è proprio sulla morte di innocenti che vogliamo focalizzare la nostra attenzione per un attimo.

E' normale essere sconvolti e confusi per ciò che siamo stati costretti a vedere. Noi occidentali, noi Europei siamo abituati alla normalità, NOI. Non facciamo attentati, ripudiamo la guerra (se non strettamente necessaria per la nostra difesa), ripudiamo altresì la violenza in qualunque forma, ripudiamo il razzismo, tanto è vero che accogliamo migliaia di persone che non conosciamo, di culture e religioni diverse dalla nostra, gli diamo una casa, un sostentamento, e cerchiamo di integrarle nel migliore dei modi...


Cosa abbiamo fatto di male?

Questo è l'interrogativo che si insidia nel profondo di tutte le persone rimaste sconvolte dal recente attentato.
Prima di ritornare sull'argomento vorrei che ci fermassimo tutti un momento per provare insieme a capire quale sia il vero messaggio che si nasconde dietro questo orrendo fatto.

Immaginiamo ora di essere un bambino che viene avvicinato in diverso modo da due personalità disgiunte ma apparentemente appartenenti alla stessa cultura; queste due personalità le rappresenteremo attraverso due mani:
-La prima, a primo acchito debole ma molto dolce, accogliente, trasmette un'immagine di personalità stabile e razionale nelle proprie decisioni; crede profondamente nell'amore, nella giustizia terrena ed in quella divina (qualunque sia il suo nome). Immaginiamola come una mano che ci accarezza il viso e ci rende sereni e sorridenti.
-La seconda è l'esatto opposto. Violenta, crudele, priva di pietà. Trasmette una immagine materialista, senza scrupoli ed assetata di odio, paura, terrore e di conquista. Appartenente ad un Dio sbagliato; non solo,  la giustizia terrena e divina sono soltanto un mezzo per ottenere il suo spietato obiettivo. Si tratta di una mano di dimensioni maggiori rispetto alla prima, sporca di sangue, pesante; alle dita anelli d'oro e simboli di appartenenza a logge e lobby, immaginiamola nell'attimo in cui ci colpisce con un pugno potente facendoci cadere a terra impauriti.

Ora provate ad immedesimarvi in quel bambino indifeso ancora un'istante e scoprite che le mani, così tanto diverse tra loro, appartengono alla stessa persona.

La domanda più opportuna a questo punto è:


CHI E' L'INDIVIDUO CHE GOVERNA LE DUE MANI?

La risposta è racchiusa nella vostra Coscienza.
Ma fate attenzione a non rispondere troppo velocemente perché quel bambino potrebbe essere europeo, come americano, russo, afgano, iracheno, iraniano, siriano, marocchino...

Dati Ufficiali parlano di più di un milione di vittime civili negli ultimi 15 anni soltanto in Medio Oriente a causa degli attacchi con firma occidentale, almeno 500.000 vittime innocenti negli ultimi 5 anni.
Da decine e decine di anni in Medio Oriente ed in Africa donne, bambini, figli, padri, nonni vengono quotidianamente sterminati per mezzo di esplosioni kamikaze, bombardamenti e sparatorie, senza contare gli stupri, i rapimenti e le mutilazioni per mano di milizie improvvisate e mosse dai motivi più vili.
Verrebbe naturale pensare che queste persone siano dei pazzi fondamentalisti, in realtà ciò che la guerra MEDIATICA non ci può trasmette è la dura ed agghiacciante verità, che in tutto questo CAOS la mano violenta è governata da un'influenza occidentale; la quale fomenta l'odio e la violenza per alimentare i suoi due pilastri portanti: l'economia economica e militare. Il business si fonda sui "nobili" principi del traffico di armi, droga, materie prime (petrolio, diamanti ed oro), alimenti coltivati nei latifondi e milioni di persone da sfruttare ed incolpare a piacimento.
Tutte queste affermazioni, fino ad una decina di anni fa sarebbero state interpretate come un'eresia, purtroppo, o per fortuna, la tecnologia ha fatto si che tutto ciò venisse a galla ed alcuni scheletri fossero scoperti.

No, non è un articolo che allude a strane cospirazioni, non punto il dito sulle banche o sugli imprenditori occidentali, seppur anch'essi colpevoli.
Punto il dito su noi cittadini, su noi stessi che abbiamo permesso tutto questo.
Smettiamola di cercare responsabili su cui scaricare le colpe, ammettiamo che ci ha fatto comodo ignorare da dove provenisse il petrolio per alimentare le automobili e l'elettricità, ci piaceva distinguerci indossando diamanti e gioielli insanguinati, non ci siamo mai posti il problema di CHI e COME avrebbe utilizzato le armi prodotte nei nostri Stati civilizzati, non era affare nostro a chi andassero i soldi della droga che circola nelle nostre città.
Quindi se ora TU che leggi non vuoi nasconderti dietro un dito e per comoda ipocrisia accusare lo straniero delle nostre responsabilità, inizia ad informarti e cogli l'occasione per leggere e "prendere coscienza" che il Mondo è rotondo e prima o poi i problemi ritornano al mittente.

Tornando all'argomento, in seguito all'attentato a Parigi, qualcosa non mi torna.

Voglio condividere con i nostri lettori alcuni dubbi che ci sono sorti, ricordiamo come sempre che ogni commento è ben accetto purchè sia educato e non leda la sensibilità di alcuno; la nostra mail - presacoscienza@gmail.com è sempre attiva per comunicazioni in privato.

-Secondo i dati ufficiosi del Governo Francese, si tratterebbe di almeno 20 terroristi attivi coinvolti direttamente nell'attentato, e di una decina di supporter.
Parigi si trova al centro della propria Nazione la quale confina con altri Stati europei dotati dei migliori servizi segreti.
La Francia vanta un sistema altamente elevato sia dal punto di vista militare, sia tecnologico, nonché di una posizione geopolitica altamente strategica.
Come si può spiegare il fatto che la propria capitale, per la seconda volta nello stesso anno, sia stata messa in ginocchio in poche ore da una banda di terroristi istruiti su internet, molti dei quali sono riusciti a fuggire facendo perdere le proprie tracce?

-Come mai tra tutti gli stati Europei l'ISIS, tramite i suoi terroristi, ha deciso di attaccare per la seconda volta l'UNICA Nazione della zona Euro, che dispone di un enorme contingente militare, si avvale dell'uso della Legione Straniera per le missioni più rischiose (o spietate) ed ha il diritto di attaccare immediatamente siti ritenuti strategicamente nemici e pericolosi? [Ricordiamo che la Francia e l'Inghilterra hanno questa facoltà in quanto nazioni vincenti dall'ultimo conflitto mondiale, la Germania non può disporre di un esercito bellico e l'Italia può attaccare per difesa e su consenso della Nato a cui apparteniamo]

-L'ISIS si avvale di potenziali cittadini comuni che, secondo le informazioni mediatiche, possono essere "attivati" ed utilizzati in qualsiasi momento.
Perché Parigi, in prossimità di un congresso mondiale sul clima, il quale ipoteticamente potrebbe indurre certe aziende a dismettere l'utilizzo di fonti fossili o ridurre drasticamente l'inquinamento delle proprie fabbriche.
Ipotizzando che qualche industriale, volendo far perdere l'attenzione sull'imminente congresso, abbia finanziato l'attentato (come sostenuto da Putin nel corso del G20), non sarebbe più corretto cercare il mandante della strage piuttosto che bombardare altre abitazioni fomentando così la sete di vendetta?

-Le dichiarazioni del Governo francese all'indomani del triste fatto hanno dichiarato: "La Francia è in Guerra". La rivendicazione è avvenuta per mezzo di un social network quale Twitter.
Per dichiarare una Guerra, prima non occorrerebbe definire il nemico? Se i terroristi si trovano ormai negli stati europei da anni, che senso ha bombardare un già noto campo di addestramento in Siria?

-Com'è possibile che la persona che ha rivendicato su twitter un'azione grave come un attentato non è stato localizzato, posto sotto fermo, interrogato ed eventualmente arrestato per complicità? Da che pianeta scrive i messaggi?

-Rileggendo il trascript di un programma andato in onda su Cnn il 7 ottobre 2014 per averne conferma Joe Biden: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.
Esiste la remota possibilità che i così detti terroristi siano stati armati ed addestrati da Noi stessi occidentali?

-Obama nel corso dell'ultimo G20 ha affermato che si stimano più di 25.000 terroristi affiliati all'ISIS. Siccome questa organizzazione è nata in Iraq pochi anni fa ,dove gli americani e le forze alleate Europee possedevano basi militari già da 15 anni, è possibile che  questi non si siano accorti di nulla?

-Esistono immagini che rappresentano militari incappucciati inneggianti la bandiera nera, muoversi su mezzi militari americani; strano no?

-Prima di attaccare Saddam, l'America era riuscita a scovare delle testate nucleari stoccate sotto terra nel deserto iracheno, per mezzo di potenti satelliti; possibile che lo Stato Islamico sia invisibile dal satellite?

-Pochi giorni dopo l'attentato a Parigi, il governo Italiano si è chiesto se si trovava personalmente coinvolto in Guerra. Come mai se le cellule erano di appartenenza Siriana, il fatto è stato studiato in Belgio ed attuato a Parigi?

-La Francia ha proposto di chiudere le frontiere e l'Unione Europea ha invece comunicato l'innalzamento della soglia di attenzione aumentando i controlli sul territorio.
Nel 2011 e' stato approvato il Mes (meccanismo di stabilità europeo), dal quale emerge l'ombra di una polizia europea con pieni poteri sovranazionali chiamata EuroGendFor.
Si tratta di un Nucleo Operativo formata dai migliori poliziotti militari europei addestrati ad ogni evenienza e già in forza nelle caserme europee.  Riportiamo di seguito un breve stralcio per capire di cosa si tratta:
«EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5)
Obiettivi?
«condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4)
Poteri?
inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29)
Questa polizia potrebbe essere richiamata in caso di altri attentati. Esiste l'ipotesi remota che si finisca tutti in una dittatura militare nella quale saremo più controllati noi onesti cittadini Europei dei veri mandatari delle stragi?

-Dopo anni di guerra fredda, la Russia propone un'alleanza per combattere un nemico comune: il TERRORISMO, nonché un'organizzazione pseudo militare che coinvolge fanatici armati con armi tecnologicamente vecchie e riciclate da guerre passate. La Russia non viene ricordata come una nazione molto democratica, tanto meno non è  mai stata minacciata pubblicamente dagli Jiadisti; esiste un secondo fine a questa alleanza o improvvisamente Putin si dimostra solidale e compassionevole con l'Europa e l'America?

Di domande e quesiti ne esistono molti, ma la risposta a queste dodici domande potrebbe già fare luce e chiarezza su alcune verità nascoste.



Cacciato da due ospedali, muore un bimbo. I genitori si uccidono...



La coppia non ha retto alla disperazione per la morte del loro figlio di sette anni, respinto da due ospedali di New Delhi.
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E' una storia che lascia senza fiato per quanto è terribile, se solo ci si riesce a immedesimare per un attimo nello strazio dei genitori.
Non potevano sopportare la perdita del loro bambino, così hanno deciso di farla finita. I genitori del piccolo Avinash, il ragazzino indiano di sette anni morto a New Delhi di febbre dengue dopo essere stato respinto da due ospedali, si sono tolti la vita per la disperazione lanciandosi dal terzo piano di un edificio nel sud della capitale. Il bambino è morto l'8 settembre scorso dopo che i genitori si erano visti rifiutare il ricovero in due importanti ospedali privati cittadini, il Moolchad Medicity e il Max Saket, ed era quindi stato ricoverato al Batra Hospital in condizioni ormai disperate. Il giorno dopo aver cremato il piccolo il padre Laxmichandra e la madre Babita si sono legati insieme i polsi e si sono gettati nel vuoto lasciando una breve nota: "Non è colpa di nessuno. E' una nostra decisione"....
(Globalist)

Fonte: ninofezza

MA QUALE CELIACHIA – Chiamatela Roundup


MA QUALE CELIACHIA – Chiamatela Roundup +Video


MA QUALE CELIACHIA - Chiamatela Roundup
SONO ALMENO 12 MILA ANNI CHE L’UMANITA’ MEDITERRANEA SI NUTRE DI FRUMENTO SENZA PROBLEMI. E di colpo, ecco sorgere la “intolleranza al glutine”, con relativo ipersviluppo degli affari relativi a questa “malattia”: paste senza glutine a 5 volte il prezzo delle normali, prodotti bio dove l’etichetta dichiara “senza glutine”, cibi spesso a carico del servizio sanitario nazionale… Il glutine è un veleno? Si deve sospettare del grano geneticamente modificato? Per una volta no. Anche se c’entra il Roundup, il diserbante della Monsanto, specifiamente concepito dalla multinazionale per essere usato in abbondanza coi suoi semi geneticamente modificati (modificati appunto per resistere al diserbante, che uccide tutte le erbacce) . Come ha scoperto la dottoressa Stephanie Seneff, ricercatrice senior al Massachusetts Institute of Technology (MIT), da una quindicina d’anni gli agricoltori americani, nelle loro vastissime estensioni, hanno preso l’abitudine di irrorarle di Roundup immediatamente prima della mietitura.In questo caso, approfittano delle qualità disseccanti del prodotto, con il suo agente attivo, glisofato. Hanno scoperto che, spargendo tonnellate di glisofato, la resa per ettaro aumenta. Perché? Perchè, prova a spiegare la Seneff, “le brattee protettive si frantumano, la spiga muore, e con l’ultimo sospiro, rilascia i chicchi” che altrimenti resterebbero attaccati nel resti della spiga ancor umida. L’aumento di resa non è enorme, ma è importante per coltivatori stra-indebitati con le banche. Inoltre, il disseccamento facilita la battitura condotta coi giganteschi macchinari industriali (spesso affittati, quindi se li si può usare per meno giorni, si risparmia) e consente di anticipare l’operazione di mietitura. “Un campo di grano matura di solito in modo ineguale; una irrorata di Roundup consente di disseccare ugualmente le zone ancor verdi e quelle già gialle, e procedere alla mietitura nello stesso tempo”, ha spiegato un coltivatore di nome Keith Lewis. E’ dunque l’estrema manifestazione della industrializzazione totale dell’agricoltura americana, nel quadro della violenza generale sulla natura

Finanziamo i petrolieri per morire d’inquinamento



Impennata di sussidi pubblici alle fonti fossili. Oltre 5,3 trilioni di dollari l’anno, secondo le stime del Fmi. Questo nonostante gli accordi del G20 per cancellare gli aiuti di Stato ai petrolieri. L’Oms avverte: milioni di morti per inquinamento. Un grosso favore a Big Oil sulla nostra pelle

Petrolio, gas e carbone finanziato con i soldi pubblici. Mentre l’inquinamento sale. Coinvolte principalmente le economie del G20, Italia compresa. Un’impennata inarrestabile, nonostante gli accordi presi per la cancellazione degli aiuti di Stato alle grandi compagnie petrolifere. Conti alla mano il Fondo monetario internazionale (Fmi) rivela che a livello globale spendiamo qualcosa come 5,3 trilioni di dollari per sostenere l’estrazione e la produzione di carburanti fossili. Ovvero il 6,5 per cento del Pil mondiale. E questo ancora prima di aver fatto benzina all’automobile, usato il gas per scaldarci e per cucinare. Una tassa che i governi del mondo avevano promesso di abolire.


inquinamento interna 1

Un grosso favore a Big Oil. Ma sulla nostra pelle, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’inquinamento, infatti, è una mietitrice implacabile, che fa 8 milioni di morti all’anno su tutto il pianeta. Per non parlare delle decine di milioni di malati legati alle emissioni di CO2 nell’atmosfera. A conti fatti gli aiuti alle fossili ci costano oltre i 1000 dollari a testa all’anno stimati dall’organizzazione di Bretton Woods. I più generosi con i petrolieri, spiega ancora il Fmi, sono Cina e Stati Uniti in termini di capitale stanziato; l’Ucraina ha il primato in percentuale sul Pil; mentre il Qatar detiene quello di sussidi pro capite.

INDIA – Denuncia la Nestlè piombo negli spaghetti

INDIA - Denuncia la Nesltè piombo negli spaghetti
ALCUNE SETTIMANE FA ERANO STATI TROVATI QUANTITATIVI DI PIOMBO IN QUANTITA’ di 17 parti per milione. 
Alcune settimane fa in India è esploso il caso degli spaghetti Maggi. Durante un controllo effettuato nello stato dell’Uttar Pradesh era stata riscontrata una presenza di glutammato monosodico, un successivo test aveva evidenziato una presenza di piombo in una quantità di 17 parti per milione contro le 0,001 parti per milione ammesse dalla legge indiana. La scoperta aveva portato al ritiro dal mercato del prodotto e addirittura a una citazione in causa della dirigenza e degli attori protagonisti delle pubblicità del prodotto, da parte di una corte dello Stato del Bihar. Ora, la storia sembra prendere

MONSANTO IN SICILIA – Porta i suoi pomodori ogm spacciandoli con il “porta a porta”


MONSANTO IN SICILIA – Porta i suoi pomodori ogm spacciandoli con il “porta a porta”


Tomato Roadshow 2015IN SICILIA PARTE OGGI IL “ROAD SHOW POMODORO” DI MONSANTO, al fine di spacciare i propri orrori OGM.Consiste in una dimostrazione porta a porta dei pomodori. Innanzitutto sapete perchè esiste un pomodoro che chiamiamo “Pachino”?Perchè prende il nome dalla sua città di origine. Il pomodoro di Pachino è un IGP, indicazione geografica protetta, il cui disciplinare indica come zona di coltivazione il territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero, oltre a parte dei territori comunali di Noto (SR) ed Ispica (RG): esattamente in questa zona parte oggi e continuerà per i prossimi dieci giorni il “Road Show Pomodoro” di Monsanto, al fine di spacciare anche in questa zona i propri orrori OGM. Il nostro appello agli agricoltori e ai siciliani tutti è semplice e diretto: disertate l’evento come la peste. In particolare questo tour, una sorta di cavallo di Troia ambulante per irretire gente inconsapevole nelle proprie trappole commerciali, toccherà le principali aree siciliane di coltivazione del pomodoro da mensa: Acate, Spinasanta, Vittoria, Licata, Scoglitti, Santa Croce Camerina, Ispica, Donnalucata e Pachino per l’appunto.
 Seminis® e De RuiterIL TOUR CONSISTE IN UNA DIMOSTRAZIONE PORTA A PORTA DEI LORO PRODOTTI Seminis® e De Ruiter™, con tanto di “serra mobile” per dimostrazioni sul campo: in sostanza siamo a livello dei venditori di bevande miracolose che, come in alcuni western, andavano in giro con il loro carrettino a piazzare la mercanzia. Sul loro sito, a promozione dell’iniziativa, si legge che “Monsanto invita tutti in occasione del tour per condividere le novità e per un confronto costruttivo finalizzato a rendere il business locale sempre più competitivo“: balle, boicottateli. L’unico business è il loro, ed è

Maldive, l'inferno in paradiso


Maldive, l'inferno in paradiso
 
nella foto: l'isola di Thilafushi vista dal mare. Coprendo la laguna con strati di sabbia e rifiuti, nel 1991 è stata creata l'isola discarica più grande al mondo.
La discarica di Thilafushi, ad appena sette chilometri da Male, riceve oltre 300 tonnellate di rifiuti al giorno. Quasi tutti vengono semplicemente bruciati a cielo aperto, provocando gravi danni ambientali
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Gli atolli e le barriere coralline sono già visibili dal finestrino mentre l'aereo si abbassa di quota, sorvolando i resort di lusso con le loro lagune blu. A bordo si sentono già i sospiri dei passeggeri, estasiati di fronte a tanta bellezza. 

Poi, dal finestrino del lato destro si nota un’isola che fuma; una colonna di fumo alta, densa e di colore giallo che stona decisamente con il resto del paesaggio. “Cos'è quello?”, domanda una passeggera. “Non so", risponde l'uomo al suo fianco. “Non importa, tra poco saremo in paradiso".

La Repubblica delle Maldive è situata nel cuore dell’Oceano Indiano ed è composta da 1192 isole di bellezza stupefacente. Ogni anno viene visitata da circa un milione di turisti provenienti da tutto il mondo. Nessuno rimane deluso. Appena atterrati all’aeroporto di Male i turisti vengono accolti, scortati al pontile e trasportati in barca da equipaggi in uniformi di lino bianco fino alle loro destinazioni finali, i resort.

Ma prima di salire al bordo della barca per raggiungere la propria fetta di paradiso, basta girare la testa per vedere nuovamente quell’inquietante colonna di fumo denso, all'orizzonte, si, ma neanche poi così lontana.

Di che si tratta? Che cos'è questo imbarazzante e sporco segreto del quale si evita di parlare, che si tende a ignorare per non rovinarsi la vacanza?

Il suo nome è Thilafushi, ed è l’isola-discarica artificiale più grande al mondo; brucia rifiuti per 24 ore al giorno, sette giorni su sette, creando una colonna di fumo tossico visibile a 70 chilometri di distanza. 

I nostri rifiuti tech uccidono in Ghana



Un cimitero di plastica e scheletri di elettrodomestici abbandonati dal ricco Occidente diventano opportunità di lavoro per molti africani. Ma il costo per la salute è alto: molti giovani si ammalano di cancro. Scarti per 50 milioni di tonnellate all'anno. Mancano leggi contro il commercio illecito
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Un fumo denso e irritante invade il dedalo di stradine fangose che ospitano centinaia di baracche e piccoli negozi di Accra, la popolosa capitale del Ghana. Brucia la gola e la pelle di chi è costretto a respirarlo ogni giorno. È il fumo che emana dal groviglio di cavi elettrici bruciati da cui si ricava il rame. Vecchi televisori, smartphone rottamati, frigoriferi, ferri da stiro, computer, forni, condizionatori, lampade, tostapane e ogni genere di rifiuti compongono la montagna di spazzatura elettronica di Agbogbloshie, quartiere popolare di Accra. Una città nella città, dove migliaia di giovani danno nuova vita agli elettrodomestici che il ricco Occidente abbandona. Ma più spesso si ammalano e muoiono di cancro perché vivono tra l’immondizia tossica.

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“Quello che una volta era un paesaggio verde e pieno di frutti è ormai diventato un cimitero di plastica e scheletri di elettrodomestici abbandonati”, dice Mike Anane, attivista ambientale. Accra è diventata la più grande discarica di rifiuti tecnologici al mondo. Li chiamano e-waste; secondo l’Onu se ne contano tra i quaranta e i cinquanta milioni di tonnellate l’anno. Inondano letteralmente intere porzioni della città africana e non solo. I maggiori produttori di questa spazzatura sono Stati Uniti ed Europa. Mentre la Cina ne produce sempre di più. Tutti insieme hanno un peso complessivo pari a sette volte quello delle grandi piramidi di Giza in Egitto. E solo una piccola parte di essi – circa il 15,5% nel 2014 – viene riciclata con metodi che sono efficaci e sicuri per l’ambiente.

In Ghana si sta sviluppando un gigantesco mercato dell’hi tech di seconda mano. Si tratta,

Schiavi e schiavisti di questa Italia ipocrita...




di Salvo Ardizzone
Il lavoro nero nei lavori stagionali agricoli è pratica diffusa in diverse province italiane; sia che si tratti della raccolta di pomodori nel foggiano o degli agrumi in Calabria non fa differenza: è uno sconcio endemico, aggravato all’inverosimile dall’offerta di sempre nuove braccia dei clandestini e dei richiedenti asilo, in cerca di un qualsiasi lavoro. È una pacchia per i “caporali”, quegli sciacalli che s’accordano con i produttori per la raccolta, e procurano la gente per farla sfruttandola oltre ogni dire.
Ma c’è da ridere amaro a chiamarlo lavoro: nelle campagne del Tavoliere arrivano a sgobbare sotto il sole fino a 12 ore, pagati ad 1 euro (!) per ogni quintale di pomodori raccolti. E non è finita: i “caporali” pretendono da ognuno una percentuale di 50 centesimi per ogni tre quintali di raccolto, 5 euro per il trasporto in campagna, 1 euro per ogni bottiglia d’acqua e così via, compresi i più ignobili abusi, che per le donne sono quasi la regola.
E quella gente, soprattutto gli extracomunitari, è costretta a vivere in miserabili bidonville, come quella di Rignano Garganico, un agglomerato di baracche, tendoni e teli di plastica privo di tutto, che si gonfia fino a contenere migliaia di persone durante la stagione dei lavori, per svuotarsi subito dopo lasciando un tappeto d’immondizia.
No, non è lavoro, è schiavitù. Ma è una schiavitù che conviene a troppi: alla grande distribuzione, che schiaccia i

BUONISTI UN CAZZO. E VIVA L’ITALIA



Un mese fa, o poco più, l’emergenza migranti è stata gestita dai cittadini milanesi con entusiasmo ed efficienza. La stazione era piena di persone comuni che distribuivano viveri, vestiti, informazioni. Attorno a loro lavoravano alacremente le forze dell’ordine.

Ogni giorno navi della nostra Marina militare salvano vite umane nel Canale di Sicilia. Lo fanno pure ora che la missione Mare Nostrum è diventata Triton, anche sulla spinta di Merkel e C., e teoricamente avrebbe valenza ben poco umanitaria.
Associazioni religiose, laiche, semplici cittadini si incaricano quotidianamente, in una sorta di Resistenza civile, di equilibrare l’Italia orrenda e diffusa che sfrutta i clandestini. Un’Italia trasversale che parte dai campi di pomodori del sud e arriva fino alle Langhe, dove i raccoglitori d’uva sono schiavi ucraini e moldavi.
Siamo un Paese molto migliore di quel che crediamo di essere.
Ma ce ne vergogniamo.
Chiunque dica o anche faccia cose concrete per i più sfortunati viene deriso, tacciato di secondi fini, assimilato ai Buzzi, definito col più rotondo e sgraziato degli aggettivi: buonista.
Beh, buonisti un cazzo.
Buoni, semmai. Non perfetti, non santi, non intangibili. Ma buoni. O, se preferite, migliori. Migliori di chi gorgoglia razzismo più o meno mascherato e cerca sempre un nuovo pusher di palle – giornali, politici, buffoni vari che lucrano sull’intolleranza – con cui giustificare la propria coscienza livorosa.
Gente che magari ciancia di patriottismo, di difesa della bandiera, di identità nazionale. Gente che deve sapere una cosa: proprio quella vergogna ha appena tenuto l’Italia fuori dai libri di Storia.
Perché la Germania avrà certo operato – anche – un calcolo, aprendo ai profughi siriani. Avrà anche spalancato le frontiere perché con un’economia così solida l’impatto può essere retto più facilmente. Avrà anche deciso di ribaltare l’inerzia della propria percezione all’estero dopo essere stata vissuta in giro per il Mondo come la carnefice della Grecia e la punta di diamante della Troika o di chi volete voi.
Fatto sta che ha reagito alla prima vera emergenza nazionale come umilmente mi ero permesso di suggerire al nostro amato Premier  “Accogliamoli tutti”.
E che quella solidità, quell’economia intonsa, quell’orgoglio di popolo, vengono da un Paese che non evade 300 miliardi di tasse l’anno, che distribuisce diritti ai propri cittadini perché sa chiedere i doveri, in cui c’è qualcuno che prende una decisione impopolare sul fronte interno, a forte rischio terrorismo, semplicemente perché la considera inevitabile.
Noi no. Noi titilliamo i ladri, soprattutto quelli della porta accanto, e accettiamo che un Paese largamente corrotto sia ineluttabile. Chiediamo loro il voto anche da sinistra, dando de facto dei babbei a chi si comporta decentemente. Nonostante tutto.
Li deridiamo se siamo di destra. Dicendo che non ci sono i soldi. Quelli dell’Iva che ci teniamo in tasca.
Per questo, su quei libri, ci sarà un poliziotto di Monaco e non un marinaio di Lampedusa. Per questo potevamo fare la Storia, e ancora una volta l’avremo subita. Per colpa di una minoranza vincente che applaudirebbe i migranti solo se sfilassero dentro a una cassa di legno.
Viva l’Italia.

Il FEMA americano e la mega emergenza: tra campi, bare, scorte, mezzi ed altre stranezze



Ormai sono anni che sentiamo parlare di campi di concentramento e detenzione del FEMA (Federal Emergency Management Agency) americano, dell’acquisto di bare a sei posti, di intere aree di cimiteri, di razioni liofilizzate a milioni, mezzi speciali, ecc.. ma di cosa stiamo parlando realmente? Cosa c’è in moto, e a cosa servono tutti questi preparativi ed accantonamenti di materiale, a cosa servono tutti questi campi e l’approvvigionamento di scorte alimentari e di beni di prima necessità, soccorso, sopravvivenza e via discorrendo?
Iniziamo a vedere cosa sono i campi FEMA ed a cosa potrebbero servire. Osservando il panorama visibile in rete, tra siti governativi, di protesta contro i campi, e notizie che arrivano da tutti i fronti (compreso video che ci mostrano queste zone con riprese aeree), si può capire che essenzialmente essi sono di tre tipi e con differente strutturazione. Il primo tipo in effetti, come dicono le voci complottistiche, sembra un campo di prigionia classico, il secondo sembra un campo di protezione e il terzo sembra addirittura un agglomerato urbano indipendente. Scendiamo più in dettaglio e vediamoli da vicino.
I campi del FEMA
Il dislocamento dei campi FEMA sul territorio U.S.A.

Un campo di concentramento o detenzione è composto da alcune linee di

FEMA: Che cosa sta per succedere??? What's happening???





Vi invitiamo a ritagliare un attimo di tempo per guardare attentamente questo video. 
Notare e scoprire meglio le "stranezze"  che stanno accadendo oltre oceano, per poi riflettere e confrontare il tutto con analogie e fatti che hanno segnato una cicatrice indelebile con il  passato europeo.




FEMA - IL GOVERNO SEGRETO

Alcuni lo hanno definito “il governo segreto degli Stati Uniti”. Non viene eletto, non e’ soggetto a scrutinio pubblico, e dispone di un budget quasi segreto nell’ordine dei miliardi di dollari. Questa organizzazione governativa dispone di poteri superiori a quelli del Presidente degli Stati Uniti o del Congresso, ha il potere di sospendere l’efficacia delle leggi, di trasferire intere popolazioni, di arrestare e detenere cittadini senza un mandato e di trattenerli in assenza di processo, di confiscare proprietà, scorte di cibo, mezzi di trasporto e può persino sospendere la Costituzione.

Non solo si tratta dell’Ente più potente negli Stati Uniti, ma la sua creazione la si deve non ad una legge costituzionale dal Congresso ma ad un Ordine Esecutivo del Presidente. No, non si tratta dell’Esercito, nè dell’Agenzia Centrale Investigativa, soggetti che rispondono entrambi al Congresso. Questa organizzazione porta il nome di FEMA, acronimo per Federal Emergency Management Agency (Agenzia Federale per la Gestione dell’Emergenza). Concepita originariamente sotto l’amministrazione Nixon, perfezionata durante la presidenza Carter, ha ottenuto poteri enormi rispettivamente durante le amministrazioni Regan e G. Bush.

Il Direttore della FEMA Mike Brown

Usa. North Carolina. I campi di concentramento Fema per i senza fissa dimora

Fema
Dai campi Fema della North Carolina se ne esce soltanto se si accetta di farsi infilare un microchip sottocute.

Ai  detenuti nel campo  della  è stata posta la scelta se rimanere o se andarsene, ma solo a condizione che gli venga impiantato un chip. L’Rfid (Radio-frequency identification) servirebbe a monitorarli e a tenerli sotto controllo, in cambio di benefici di sopravvivenza, cibo, coperte, vestiario.
La notizia si è diffusa, per diverse ragioni: intanto il monitoraggio, e di fatto la limitazione delle libertà personali di uomini e donne che sono detenuti senza aver commesso reati, ma solo perché , senza fissa dimora, e senza occupazione. Ma ha riportato alla ribalta di nuovo anche la gestione della disoccupazione negli . Campi Fema. A chi ricorda il romanzo di John Steibeck Furore e il film che ne venne tratto non sarà difficile farsene un’idea.  
FemaChe cos’è Fema?
Fema è un’agenzia governativa (Federal Emergency Management Agency) nata per la gestione di emergenze umanitarie nel 1978, sotto la presidenza Carter (Wikipedia). Una sorta di Protezione civile sotto la supervisione del Dipartimento per la sicurezza nazionale.
Dopo le Twin Towers del 2001, e precisamente l’anno successivo, il procuratore generale John Ashcroft “annunciò il desiderio di avere dei campi per i cittadini statunitensi che egli reputava essere ‘nemici combattenti’,” e che il suo piano “gli permetterebbe di ordinare la detenzione a tempo

DOS TÉCNICAS DE MANIPULACIÓN DE MASAS QUE NO DEBES OLVIDAR





Dos técnicas de manipulación de masas que no debes olvidar


Todos somos conscientes de ello: la población está siendo manipulada.


Vivimos inmersos en una constante guerra psicológica a gran escala, en la que la mayoría de la población es conducida como un rebaño camino del matadero, bajo la susurrante e hipnótica cantarela de los medios de comunicación y las paternales proclamas y los lemas anestesiantes de la clase política dirigente.

Uno de los primeros pasos que debemos dar para liberarnos de este yugo es tomar plena conciencia de cuáles son las técnicas de manipulación empleadas sobre nosotros y una vez las conozcamos, observar los hechos bajo la nueva lente que nos ofrezca ese conocimiento, con el fin de detectar las futuras maniobras de aquellos que nos consideran una masa informe y descerebrada.

Hay muchas técnicas de manipulación, pero en este artículo nos centraremos en dos que están basadas en la gestión de la amenaza.

Las podríamos llamar:

La Ley de la Amenaza Incumplida
y
La Ley de la Amenaza Exagerada
.
poblacion



LA LEY DE LA AMENAZA INCUMPLIDA

Últimamente nos hemos visto azotados por las terribles escenas de decapitaciones de los rehenes del Estado Islámico.

Invariablemente, una y otra vez, se repite la misma escena: los rehenes hablan a cámara con toda tranquilidad y permiten, sumisamente, que su captor les ponga el cuchillo en el cuello, sin oponer resistencia ni mostrar el más mínimo atisbo de terror ante lo que les está a punto de suceder.

manipulacion



Duele decirlo de forma tan cruda, pero todos se han comportado hasta el momento como corderos a punto de ser degollados.

Y eso ha llevado a que mucha gente se pregunte: ¿por qué estas personas se muestran tan tranquilas si están a punto de ser decapitadas?

La posible respuesta parecen tenerla personas como el periodista francés Didier Francois, que permaneció capturado durante 10 meses por el Ejército Islámico, antes de ser liberado.(link)

Según Francois, los captores someten a los rehenes a numerosas ejecuciones simuladas.

Es decir, cada rehén, agotado, aislado, maltratado y humillado por sus captores, es regularmente arrancado de su celda y se ve sometido al mismo ritual de la decapitación, una y otra vez, hasta que se acostumbra a ello como si se trate de una rutina.

Podemos imaginar que las primeras veces los rehenes deben chillar de terror y deben tratar de luchar y liberarse ante el destino inminente que creen que les espera. Pero cada vez que se ven sometidos a esta escena, la ejecución que tanto temen se limita a una simple escenificación teatral, tras la cual son devueltos a sus celdas, sanos y salvos.

De esta manera, los rehenes se acostumbran a vivir la misma situación, una y otra vez, y dados los precedentes y la repetición de la liturgia que experimentan rutinariamente, llega un momento en que al ser sacados de sus celdas ya no muestran miedo ni oposición, pues acaban creyendo que todo terminará como las veces anteriores.

Una vez conseguida esta actitud sumisa en los prisioneros y una vez se muestran dóciles y agotados, llega el momento en el que los captores, ahora sí, pueden decapitarlos ante las cámaras con toda tranquilidad y sin ningún tipo de oposición.

Es, sin lugar a dudas, una técnica de manipulación psicológica espantosa y retorcida.

masas


Ahora bien: ¿puede aplicársele una técnica similar a toda una población?

Gli Usa respingono centinaia di snack provenienti dall’India per eccesso di pesticidi, muffe e Salmonella



Mentre l’India ha disposto il ritiro dal mercato degli spaghettini istantantanei Maggi di Nestlé, perché contenenti livelli di piombo oltre il limite massimo ammesso, da mesi le autorità statunitensi stanno bloccando centinaia di snack provenienti dall’India, di cui la maggior parte prodotti dalla compagnia Haldiram’s, perché contenenti residui eccessivi di pesticidi, muffe e il batterio della Salmonella.
Come riferisce il Wall Street Journal, più della metà dei 217 snack bloccati dalla Food and Drug Administration Usa (FDA) nei primi cinque mesi di quest’anno proveniva dall’India, seguita dal Messico e dalla Corea del Sud, mentre la Cina, le cui esportazioni hanno un valore dieci volte maggiore di quelle dell’India, è solo ottava.

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La stragrande maggioranza dei prodotti importati non viene controllata, come rivela Food Sentry

I dati sulle importazioni alimentari bloccatesono solo la punta dell’iceberg. Infatti, come ha rilevato una ricerca pubblicata lo scorso anno dalla compagnia Food Sentry, nessun paese controlla più del 50% del cibo importato e la maggior parte ne ispeziona decisamente meno. La stragrande maggioranza dei prodotti importati non viene controllata. Gli Stati Uniti, ad esempio, effettuano verifiche su meno del due per cento degli alimenti.

Il gusto amaro della produzione intensiva di mele


Un’analisi dei pesticidi nei meleti europei 
e di come soluzioni ecologiche possono fare la differenza
Il rapporto presenta i risultati delle analisi di 85 campioni di acqua e suolo prelevati in dodici Paesi europei, tra cui l’Italia, ed esempi di pratiche agricole ecologiche per effettuare una produzione sostenibile senza contaminare il suolo e l'acqua. 
Nel rapporto vengono presentati 36 campioni di acqua e 49 di suolo, raccolti durante i mesi di marzo e aprile 2015 in meleti a gestione convenzionale e analizzati per verificare la presenza di residui di pesticidi. I campioni rappresentano una “fotografia” della situazione all’inizio del periodo della fioritura. Su 85 campioni, sono stati rilevati 53 pesticidi differenti. Il 78 per cento dei campioni di suolo e il 72 per cento dei campioni di acqua contenevano residui di almeno un pesticida. 
Il pesticida riscontrato con maggior frequenza nel suolo e nelle acque è il fungicida boscalid (presente nel 38 per cento dei campioni di suolo e nel 40 per cento dei campioni di acqua). Sette dei pesticidi trovati non sono attualmente approvati nell’Ue, ma possono essere utilizzati solo via eccezionali deroghe temporanee. La presenza di questi residui potrebbe essere il risultato di applicazioni pregresse, mentre in un caso potrebbe trattarsi di un fenomeno di degradazione.
Due terzi dei campioni di suolo e acqua prelevati nei meleti europeicontengono residui di pesticidi e il settanta per cento dei pesticidi identificati hanno livelli di tossicità molto elevati per gli esseri umani e per l’ambiente. In un singolo campione di suolo raccolto in Italia sono state rilevate fino a tredici sostanze chimiche diverse, e dieci in un campione di acqua, un vero e proprio cocktail di pesticidi.
È ora di voltare pagina, come illustrato nella seconda parte del rapporto. Una produzione di mele fatta con pratiche sostenibili, senza contaminare il suolo e le acque, è possibile. Metodi che aumentano la resilienza delle piante ai parassiti e alle malattie e favoriscono i nemici naturali dei parassiti. Non solo: esistono già soluzioni ecologiche adottate da migliaia di agricoltori in tutta Europa. 
Fonte: Greenpeace